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Nella direzione della legalità

Le conversazioni creano valore e le idee sono meme.

Questo blog si fonda su questi principi e i suoi cittadini-autori mettono il proprio volontario impegno per sollevare le questioni del territorio ed incentivare lo scambio educato e civile tra parti.

Allo stesso modo si è trattata la questione del Confino, l’ex-scuola elementare di Ponte Cucco occupata abusivamente da 8 anni. Avevamo fornito i riferimenti di chi era direttamente coinvolto, gli squatters e il loro sito con tutta la documentazione del caso, l’accurata analisi giornalistica di Michelangelo Bucci che da anni seguiva la vicenda, la posizione politica di Luigi Di Placido (PRI) che insieme ad altri esponenti politici del centro-destra ha sollevato il problema in comune e ne ha documentato gli sviluppi.

Poche ore dopo il nostro pezzo spunta la prima replica, una risposta assurda con accuse infamanti e totalmente infondate pubblicata su un blog esterno senza diritto di replica. Una dimostrazione di ostilità assurda nei nostri confronti che avevamo aperto la questione e dato spazio per far emergere idee e posizioni.

Dopo neanche tre mesi, la sorpresa.

Nella giornata di ieri abbiamo ricevuto molte telefonate e mail che ci informavano di quanto stava accadendo: il Confino, lo sgombero. Non è mai piacevole risolvere le controversie con estremi rimedi, ma evidentemente così doveva andare. Lo sgombero dell’edificio abusivamente occupato da 8 anni non è avvenuto per questioni ideologiche o culturali, è successo per la volontà di alcuni cretini.

Per ben due volte il Comune ha proposto accordi per risolvere l’occupazione abusiva in maniera tollerante. Una proposta in linea con quanto avviene con le altre numerose associazioni culturali locali del territorio che trovano una collocazione nelle strutture comunali preposte. Un’offerta che nessuno dei diretti interessati ha accolto ed accettato.

Si è arrivati agli estremi rimedi e ora c’è una struttura comunale con porte e finestre murate che risulta inutilizzabile anche da chi civilmente avrebbe la volontà e i diritti per farlo. Un conto salato da pagare, quello delle sgombero, sul quale il Comune si esprimerà nei prossimi giorni per definire le relative responsabilità.

La cronostoria della giornata di ieri è fornita dal Resto del Carlino (pubblicazione del 7 maggio 2008):

L’ASSEDIO comincia all’alba. Manca un quarto d’ora alle sei e a Ponte Cucco dormono tutti, compreso il manipolo di persone che da otto anni stanno occupando abusivamente l’edificio di quella che una vola era una scuola elementare e ora è diventato un centro sociale: ‘Al Confino’. Davanti alla struttura si posizionano un centinaio di uomini tra polizia, carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco e guardie zoofile. Ci sono anche un’ambulanza, un medico, un fabbro, gli operai e i muratori del Comune.
Quelli che stanno dentro, che sono cinque, invece di aprire, salgono sul tetto e provano a resistere. La loro protesta però dura meno di un’ora, poi si fanno convincere dalle forze dell’ordine e scendono.

LE GUARDIE zoofile prendono in consegna il gruppo di cani che vivono all’interno dell’alloggio (verranno riconsegnati ai loro propietari dopo qualche ora) e superano il cancello. La struttura è stracolma di roba: vecchi mobili, poltrone, strumenti musicali, televisioni e frigoriferi. C’è anche un angolo bar. Bisogna sgomberare tutto.
Gli occupanti, tutti giovani, devono essere identificati. Non dalle forze dell’ordine però, perchè loro non riconoscono le divise e l’autorità. Devono procedere le guardie zoofile. L’intera area è blindata: la polizia municipale chiude la strada e non permette di avvicinarsi, concedendo deroghe solo a una carovana di camion e furgoni che parcheggiano davanti alla ex scuola elementare e che servono per il trasloco coatto.

GLI OGGETTI di maggior valore vengono trasportati in magazzini di amici o ‘compagni’ solidali, altri invece finiscono al deposito comunale, con l’impegno da parte degli occupanti di recuperarli nel giro di breve tempo. Quello che non serve più o non interessa a nessuno, viene ammassato nel giardino della scuola.

MENTRE i furgoncini fanno la spola avanti e indietro, i muratori e gli operai si mettono al lavoro dentro l’edificio, murando porte e finestre. Sbarre, inferriate e mattoni per mettere la parola fine all’occupazione. Le forze dell’ordine assistono alle operazioni in seconda fila, vigilando sul comportamento degli squatter. Non ci sono scontri, ma la tensione è palpabile.

GLI OCCUPANTI esprimono la loro contestazione con le bombolette spray, scrivendo sulla facciata dell’edificio che ‘Al Confino continua’ e che ‘I posti si sgomberano le idee no’. Gli uomini dell’Enel staccano i cavi elettrici mentre i varchi d’accesso vengono chiusi uno dopo l’altro. Gli ormai ex occupanti si radunano fuori, si alternano a bere dal rubinetto di una fontana pubblica e portano a passeggio al guinzaglio i loro cani. Le ore passano. Intorno alle tre del pomeriggio l’operazione si conclude: l’edificio è vuoto e chiuso. Gli squatter si allontanano e così fa anche il grosso delle forze dell’ordine. Il servizio di vigilanza della polizia municipale invece prosegue per qualche altra ora.
L’attenzione intorno alla ex scuola elementare rimarrà comunque alta anche nei prossimi giorni, visto che polizia, carabinieri e vigili urbani continueranno a tenere sotto stretta osservanza l’area per scongiurare eventuali tentativi di rioccupazione. Al momento nessuno degli occupanti è stato denunciato.

Concludiamo con una parola di elogio per il Sindaco Giordano Conti che in questa occasione ci ha stupito positivamente. Approvando lo sgombero ha finalmente dato una prova di coraggio che lo avvicina ad altri suoi colleghi, Cofferati (Bologna) e Cacciari (Venezia), nella difesa territoriale della legalità. Se ritorna sui suoi passi anche per la questione ambientale, magari riconsiderando in maniera opportuna il porta-a-porta in consiglio comunale, avrà un posto di rilievo nei nostri cuori. Ambizione più che lecita per un Sindaco uscente che vuole lasciare un buon ricordo di sé tra i propri concittadini.

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Conversazione

25 commenti per “Nella direzione della legalità”

  1. marco | Mercoledì 7 Maggio, 2008, 16:37

    tutto ciò per responabilità degli occupanti.. il Comune aveva cercato contatti per regolarizzare la loro presenza ma sempre risposero negativamente..

    speriamo come anche tu hai detto che la raccolta porta a porta sia attivata al più presto e che la stessa linea di “rigore” presa anche in altri ambiti..

    inoltre vorrei proporre al blog di cesena una “campagna” per eliminare i posteggi a pagamento presso l’ospedale Bufalini, così come Forlì e Forlimpopoli già fanno..

    già scrissi all’assessore Montesi che per tutta risposta mi disse che tutto ciò è necessario per i “gravi disagi che quotidianamente si presentavano nell’area
    ospedaliera dovuta alla sosta selvaggia che impediva anche
    il passaggio delle ambulanze per raggiungere il pronto
    soccorso.”

    è a dir poco scandaloso che per far visita ad un malato o per una nascita si debba pagare questo assurda tassa.. tra l’altro seguendo una NON LOGICA.. per colpa di pochi si paga tutti e non si sanziona chi invece è nel torto..

    chiedo scusa x l’Off Topic..

  2. valdo | Giovedì 8 Maggio, 2008, 08:35

    bravo marco che vuole i posti auto liberi ma che condanna chi con libertà occupa un edificio.

    il problema è che siamo invidiosi di chi per vivere non ha bisogno di “nulla” ed è fuori dalla logica del dio danaro.

    ragazzi non mollate

  3. Fringui | Giovedì 8 Maggio, 2008, 12:51

    Non sono molto d’accordo sull’elogio al sindaco … era una decisione da prendere molto tempo prima e poi all’interno della giunta c’era chi li definiva “bravi ragazzi”! Ci mancava solo che gli stendessero il tappeto rosso. Cmq meglio tardi che mai.

  4. Azathoth | Giovedì 8 Maggio, 2008, 13:20

    Valdo, se tutti con “libertà” occupassimo edifici si scatenerebbe una guerra civile, per non parlare delle conseguenze che ci sarebbero se si permettesse a tutti di fare ciò che si vuole.
    Allora non dovremmo più nemmeno condannare chi commette dei reati. Anzi, non esisterebbero nemmeno i reati perché non esisterebbero leggi, giusto? Quindi per te un pedofilo è “libero” di violentare? E’ questo il tuo concetto di “libertà”?

    Quando dici che siamo invidiosi di chi non ha bisogno di “nulla” a chi ti riferisci? Non di certo agli occupanti che per 8 anni hanno usufruito di luce, gas e acqua finanziati dal comune e quindi dalla collettività.

  5. stregatto | Giovedì 8 Maggio, 2008, 14:17

    La possibilità di prolungare l’utilizzo a sbafo del Confino c’era, e gli occupanti si sarebbero dovuti presentare di volata a sottoscrivere la convalida che gli era stata offerta su un piatto d’argento invece che continuare a scrivere sui muri il loro disagio esistenziale…forse tra gli squatters manca un sindacalista….

  6. Marco Drudi | Giovedì 8 Maggio, 2008, 16:00

    azathoth io credo che il concetto di libertà sia tale quando la mia libertà non limità la libertà di un altro.

    se quelli di Al Confino avessero accettato le “regole” del comune tutto si sarebbe risolto tranquillamente.. la loro ottusaggine ha creato tutto ciò.

  7. Redazione | Venerdì 9 Maggio, 2008, 05:14

    @Fringui
    Troverai pochi commenti positivi verso il Sindaco attuale nelle pagine di questo blog. Questo non per una particolare avversità nei suoi confronti, bensì per il suo operato “controverso” che spacca equamente il consenso della cittadinanza. In questa occasione ci ha stupito, ha preso una decisione nella direzione della legalità. Forse la scelta non intaccava gli interessi delle ex-municipalizzate, forse avrà influito il risultato delle elezioni. Chissà…

    @valdo
    Il commento dove mettevi in chiaro e senza mezzi termini gli aspetti ripugnanti della pedofilia non sarà pubblicato. Consigliamo di riproporre i tuoi concetti in maniera civile ed educata come indicato nel disclaimer del blog.

    @alberto
    Il commento è ricco di concetti e argomentato. Purtroppo le accuse politiche indicate, oltre ad essere assolutamente non inerenti alla questione Confino qui trattata, cadono nell’infamia e diventano a loro volta perseguibili legalmente. L’amministratore di questo servizio non si accolta alcuna responsabilità altrui (leggi il disclaimer) e tanto meno vuole esporre questo sistema di informazione ad inutili attacchi. Consigliamo di riproporre i tuoi concetti in maniera differente.

    @valdo, alberto
    Potevamo procedere a mettere gli opportuni “bip” e censure. Potevamo non approvare e continuare tranquillamente sulla nostra strada senza alcuna indicazione a riguardo. Abbiamo deciso di rispondervi e dare la possibilità di riproporre le vostre idee in maniera “pubblicabile”. Se così non sarà nelle prossime occasioni agiremo di conseguenza come è nostro diritto e responsabilità. La salvaguardia di questo sistema informativo viene sopra qualsiasi cosa.

  8. Azathoth | Venerdì 9 Maggio, 2008, 06:22

    @Marco: mi trovi pienamente d’accordo col tuo concetto di libertà. Stavo solo cercando di far capire a Valdo che il suo concetto di “libertà” non farebbe altro che giustificare chi commette reati.
    Noi viviamo in una società basata su certe regole, uno può non essere d’accordo con alcune di queste, ma non si può lasciare che sia libero di infrangerle solo perché non le ritiene “giuste”.
    Almeno così la penso io.
    Poi sono apertissima al dialogo e di solito mi sforzo sempre di capire anche le idee che non concordano con le mie, ma se qualcuno mi dice che si sente “libero” di occupare un edificio pubblico e considera sbagliato l’intervento del comune faccio molta fatica a capire la logica di questa affermazione o quanto meno a non trovarla un tentativo di giustificare il fatto che si stava bene a vivere in un posto con tutte le spese pagate, senza affitto o mutuo, e che è bello svegliarsi la mattina e poter scegliere di farsi una passeggiata come e quando si vuole perché tanto ci pensa la collettività a mantenerti.

  9. Redazione | Venerdì 9 Maggio, 2008, 06:50

    Il concetto di “libertà” espresso da Azathoth e Marco è noto in letteratura e difficilmente negabile. Su questo blog non è poi discusso minimamente sulla liceità di essere e pensare in maniera “differente” dal resto della società.

    Il punto è l’occupazione abusiva di un edificio comunale, fine. Questo è un reato che doveva essere risolto e così è stato fatto (anche se con tempi lunghissimi).

    Le quattro mura dell’ex-scuola di Ponte Cucco difendevano la libertà di qualcuno? Confermare ciò sarebbe assurdo. Confermare questa ipotesi giustificherebbe il concetto di proprietà da sempre ostile agli squatters. Prendere in considerazione il concetto esteso di libertà (chiamiamolo così) espresso nei primi commenti giustificherebbe anche la “occupazione” delle autorità comunali di quel edificio. Quindi, di occupazione in occupazione, il problema di estingue.

    Esistono associazioni culturali che si organizzano e vengono appoggiate dalle autorità comunali. Strutture che vengono messe a disposizione così come si voleva fare con l’ex-scuola di Ponte Cucco. Se si vuole garantire il diritto e la libertà di esprimere le proprie idee e i propri modi di vivere la propria vita questa è una strada plausibile.

    …tutto il resto è fuffa che lascia il tempo che trova.

  10. marco | Venerdì 9 Maggio, 2008, 10:13

    redazione io credo che sia necessario da parte delle autorità comunale cercare in occasioni come Al Confino di non reprimere una “libertà di espressione” ma cercare, come moltissime volte è stato fatto, un punto d’incontro..

    più e più volte la giunta comunale ha cercato punti d’incontro con i ragazzi di Al Confino ma loro hanno sempre respinto ogni trattativa.

    il sindaco credo che abbia rallentanto le operazioni appunto per cercare una strada diversa dallo sgombero.. ora quei ragazzi si sono trasferiti e un altro sindaco dovrà affrontare queste problematiche..

    ora che il sindaco ha visto che non ci sono margini di trattativa ha fatto bene a far sgomberare l’edificio, in altri casi che potrebbero comunque capitare a mio avviso è sempre meglio cercare la trattativa per regolarizzare il tutto.. magari cercando di trasformare il futuro stabile (sempre che accada) in un vero centro culturale aperto a tutti..sia per fare musica che altro.. ne guadagnerebbe il comune in immagine che i cittadini.. di soldi ne sprechiamo tanti e quattro euro per un centro ricreativo o culturale si possono anche spendere…

  11. Redazione | Venerdì 9 Maggio, 2008, 11:36

    Dopo la lettera indicata sopra sono state diverse le mail con inutili accuse e insulti. Uno degli autori di queste dovrebbe essere Matteo Boattini “Black_Cat”, persona che abbiamo contattato subito per raccogliere una dichiarazione sullo sgombero del Confino.

    Ci aspettavamo una sua risposta in difesa dei suoi amici squatter, ma a distanza di due giorni il silenzio più assoluto. Evidentemente non era una priorità, fine.

  12. humanoide | Venerdì 9 Maggio, 2008, 13:24

    Ma guarda, guarda… sentirvi parlare di infamie mi fa proprio ridere. Chi è che va a dare dei sociopatici a delle persone che hanno occupato uno spazio _abbandonato_ riaprendolo al pubblico? Chi è che ha recuperato quello spazio abbandonato?
    Voi o loro? Sicuri che siano proprio degli infami?
    Certo, è comodo ridurre le critiche sul piano degli insulti, quando dovrebbero essere di tipo politico, ammesso che il piano politico lo sappiate trattare al di là dei soliti luoghi comuni su un ambiente che, come quello degli squatters, non è sicuramente facile da comprendere, vero?
    Chi è che va a rivelare in giro sul web il nome e cognome delle persone, in un modo abbastanza fastidioso?
    E poi quale sarebbe il blog esterno senza possibilità di replica?
    Indymedia Emilia Romagna, per caso? Se è così mi dispiace, perchè avete preso un abbaglio dato che: a)non è un blog b)la possibilità di inserire commenti e contenuti liberamente senza moderazione preventiva alcuna c’è. Forse questo era sfuggito alla vostra osservazione?
    Voi sapete che cosa vuol dire, spesso, per uno spazio sociale fare un accordo con il comune? Ve lo dico io cosa vuol dire: significa finire in parte sotto il controllo delle autorità che si contesta, significa che il comune si può beare nelle statistiche della cosa. Questo molte persone, io compreso, non lo accettano, non gli la vostra legalità, gli interessa la libertà di tutti quanti. E per chi tirava in ballo la pedofilia dico solo: un conto è la libertà di vivere nel rispetto delle altrui persone, rispetto che non passa per niente per la vostra tanto decantata legalità, e tanto meno per il comune senso di giustizia, borghese la definirebbero alcuni, giustizia per lo più funzionale ai rapporti di potere della società. Libertà non è libertà di prevaricare (con uno stupro o un omicidio) l’altro. E non è nemmeno aprire una simpatica aziendina per sfruttare il prossimo.
    Andate pure a parlare di legalità, di giustizia, e non accorgetevi di quante ingiustizie vengano perpretate in nome della legalità.
    saluti

  13. Redazione | Venerdì 9 Maggio, 2008, 13:53

    @humanoide

    la invitiamo a leggere meglio gli articoli passati prima di dare aria alle trombe. Il blog della lettera iniziale è su un nome di dominio fatto da nome-cognome dello stesso autore. Quando la lettera di accuse è stata pubblicata i commenti erano OFF, poi aperti agli utenti registrati e infine aperti al pubblico (solo da pochi giorni).

    Ogni eventuale considerazione sua è ovviamente fuffa visto l’abbaglio iniziale. Se non ha interesse a leggere quanto viene pubblicato qui è libero di andarsene tranquillamente. Nessuno la trattiene.

  14. Azathoth | Venerdì 9 Maggio, 2008, 14:49

    Humanoide,
    nomi e cognomi sono stati fatti… ma non qui.
    Qui io non ho visto insulti diretti a persone specifiche, mentre in certi blog o siti ho visto l’autore dare appellativi come “xenofobi” o “fascisti” o altro… mettendo nome e cognome delle persone a cui erano rivolti.
    Che dire? è un’incoerenza piuttosto grande: “non vogliamo essere giudicati però giudichiamo”…

  15. anonimox | Venerdì 9 Maggio, 2008, 15:05

    Girano voci in cui si dice che una dei 5 trovati al Confino di Ponte Cucco confino era il/la figlio/a di un consigliere regionale, quindi poco incline al rifiuto delle autorità.

    Qualcuno è al corrente di cio’?

  16. Azathoth | Venerdì 9 Maggio, 2008, 15:19

    E’ una voce che è arrivata anche a me e non mi stupirei se fosse vera così come non mi stupirei se fosse stata “creata” ad arte.
    In ogni caso non posso nè smentirla nè confermarla.

  17. Marco Drudi | Venerdì 9 Maggio, 2008, 15:26

    “..significa finire in parte sotto il controllo delle autorità che si contesta, significa che il comune si può beare nelle statistiche della cosa..”

    humanoide se è vero come tu dici che non volete passare sotto il controllo delle autorità che non riconoscete (così mi è parso di capirte) perchè non andate in casa di uno che riconoscete? questo non lo capisco…

    non riconoscete il Comune in quanto autorità però acqua e luce mi sembrano che non ve l’abbiano tolte.. quell’acqua e quella luce pagate dall’ente che non riconoscete..
    però i loro soldi si? che senso ha? non è un’ipocrisia?

    se c’era o meno la figlia di un consigliere regionale che importa? non credo sia rilevante..

    “..Andate pure a parlare di legalità, di giustizia, e non accorgetevi di quante ingiustizie vengano perpretate in nome della legalità..”
    un’ingiustizia perpetrata in nome di chiunque rimane sempre un’ingiustizia.. sia che venga fatta in nome della legalità (anche se è un pò un ossimoro però a volte capita) o che venga fatta in nome degli squatters.. sempre ingiustizia è..

    “..Questo molte persone, io compreso, non lo accettano, non gli la vostra legalità, gli interessa la libertà di tutti quanti..”

    humanoide spiegaci cos’è per te la libertà di tutti.. è libertà quella di appropriarsi di un edificio di tutti? quindi è libertà se io domani mattina okkupo una tua casa di campagna abbandonata e ci faccio quel battacchio che mi pare??

    a me non dispiace se un gruppo di ragazzi decide di gestire in autonomia un locale pubblico o privato ma le vostre giustificazioni, incogruenze e ipocrisie in questo momento mi sembrano davvero eccessive..

  18. humanoide | Venerdì 9 Maggio, 2008, 15:52

    @redazione
    Eh no, non cominciamo a girare la frittata: la mia considerazione iniziale non è sul dove sia stata pubblicata la lettera. Io pensavo l’aveste rinvenuta sul sito da me citato, dove è stata pubblicata e dove c’è possibilità di replica. Il fatto che voi non l’abbiate letta lì non cambia di una virgola quello che ho scritto in seguito. Questo anche perchè il resto delle mie considerazioni non sono un sillogismo derivante dal dove sia stata pubblicata la lettera. Quindi l’abbaglio l’avete preso voi (della redazione).
    O forse non avete voglia di entrare nel merito delle questioni da me sollevate?
    @Azathoth
    Non ho mica detto che non si possono giudicare gli squatters, infatti.
    @anonimox
    E quindi? L’etica e l’idee politiche derivano dai geni della propria famiglia? Cambia molto essere figli di un consigliere comunale o di un operaio o di un impiegato o di un barbone?
    Cos’è, vuole tirare fuori la storia trita e ritrita secondo cui i frequentatori di centri sociali, squat e affini sono figli di papà? Le dico subito che la maggior parte le persone dell’ambiente che conosco rispecchiano la composizione della società italiana: c’è la figlia del commerciante come il figlio della classe media.

  19. anonimox | Venerdì 9 Maggio, 2008, 15:57

    Che senso ha? Che è tutto un controsenso. Dall’occupazione, al fatto che si usano servizi e poi si blatera sul non dover essere dipendenti da soldi o dal non avere bisogno di niente, ecc ecc ecc.. E non mi pare poco.

  20. humanoide | Venerdì 9 Maggio, 2008, 16:11

    L’occupazione è tutt’altro che un controsenso, invece: significa creare uno spazio libero dalle logiche commerciali. In Italia e all’estero un certo numero di spazi occupati riescono ad essere in buona parte (alcuni totalmente) indipendenti per ciò che concerne la produzione di energia (solare ed eolico autocostruito ed autofinanziato) e, alcuni, riescono anche ad essere in parte indipendenti dal punto di vista alimentare tramite orti. E anche le operazioni di recupero di spazi abbandonati, spesso sull’orlo del crollo, sono autogestite, cioè si conta sui propri sforzi, il che spesso significa rabboccarsi le maniche e lavorare di cazzuola. Quindi occupare non è una cosa da sfaticati. Poi è ovvio che un’indipendenza totale spesso è impossibile. Nessuno non ha bisogno di niente, la questione sta nel che cosa sono i propri bisogni.

  21. Azathoth | Venerdì 9 Maggio, 2008, 16:27

    @Humanoide:
    il problema è che voi non giudicate un’ideologia ma piazzate in rete nomi e cognomi con appellativi che, oltre ad essere utilizzati per offendere, sono inappropriati per il contesto in cui vengono utilizzati.
    Ma visti i controsensi in molte cose che voi dite, politiche e non, e fate, non mi stupisco di questo comportamento.

  22. Redazione | Venerdì 9 Maggio, 2008, 16:31

    @humanoide
    quando le ho chiesto cortesemente di leggere gli articoli indicati avrebbe dovuto leggerli bene e tutti (commenti compresi). Le risposte alle sue domande sono in uno dei commenti…

  23. humanoide | Venerdì 9 Maggio, 2008, 16:33

    magari se mi lascia il link del commento lo leggo, dato che avrei altre priorità rispetto a spulciare gli archivi.

  24. Redazione | Venerdì 9 Maggio, 2008, 16:42

    @humanoide
    ha trovato il tempo per fare accuse infondate, può trovare il tempo per trovare le risposte che cerca.

  25. Redazione | Venerdì 9 Maggio, 2008, 19:30

    La mail di Matteo Boattini “Black Cat” è giunta alle ore 15:33. Ovviamente altre accuse gratuite, qualche insulto, nessuna dichiarazione relativa Al Confino come era stato gentilmente chiesto.

    Nella spasmodica attesa, la rabbia del nostro corrispondente si è riversata su sito dell’amico Stefano Severi “Apo”, quello da cui è iniziata tutta la sequenza di accuse infondate (la lettera citata sopra).

    Hanno fatto nomi senza avere la minima certezza e con altrettanta leggerezza si sono concessi di dare dello “xenofobo” e “razzista” a chi ha aperto loro una possibilità di dialogo. Lo hanno fatto su indymedia, per racimolare e attirare altre persone nella difesa della proprie azioni spregiudicate e diffamatorie.

    Basta.

    Siccome non c’è dialogo alcuno con queste persone, ogni commento sulla faccenda termina qui. Siamo stati tolleranti e abbiamo offerto loro la possibilità di presentare le loro idee come le persone civili fanno. Niente.

    Sfogatevi altrove.

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